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L’impresa sociale si rifà il look.

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il Decreto correttivo (DLgs 95/2018) della disciplina dell’impresa sociale (DLgs 112/2017).

Il provvedimento introduce alcune interessanti novità:

1)   proroga per l’adeguamento degli statuti: il termine slitta al 20 gennaio 2019;

2)  novità rispetto alle modalità di adeguamento dello statuto: il correttivo prevede che sia possibile effettuarlo con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell'assemblea ordinaria ma solo se le modifiche hanno lo scopo di adeguare l’atto « alle nuove disposizioni inderogabili o di  introdurre  clausole  che escludono l'applicazione di nuove disposizioni, derogabili mediante specifica clausola statutaria». La novità ha l’evidente scopo di evitare che con la delibera dell’assemblea ordinaria e con le relative maggioranze si possano prendere delle decisioni a discapito delle minoranze;

3)  chiarimenti sul concetto di distribuzione di utili: i ristorni non devono essere considerati tali in quanto si configurano come forma di retribuzione integrativa dei soci cooperatori, necessaria al fine di realizzare lo scopo mutualistico della società. Perché ciò sia possibile, è necessario che lo statuto o atto costitutivo indichino i criteri di ripartizione dei ristorni ai soci, proporzionalmente alla quantità e qualità degli scambi mutualistici in presenza di un avanzo nella gestione mutualistica;

4)  le imprese sociali operano nei settori tassativamente indicati come di interesse generale dal DLgs 112/2017 ma si considera comunque di interesse generale l'attività d'impresa nella quale, per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, sono occupate persone con una situazione di svantaggio certificata tra cui i lavoratori privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi o da almeno 12 mesi quando si tratti di giovani (tra i 15 e i 24 anni) o appartenenti ad una minoranza etnica di uno Stato membro che abbiano necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso ad un'occupazione stabile. I lavoratori appartenenti a queste categorie non possono contare per più di un terzo e – novità introdotta dal correttivo – mantengono questo status per un massimo di 24 mesi dall'assunzione;

5)  stretta sui volontari nell’impresa sociale: salva la specifica disciplina per gli enti religiosi, nelle imprese sociali è ammessa la prestazione di attività di volontariato, ma il numero dei volontari impiegati nell'attività d'impresa non può essere superiore a quello dei lavoratori. Con il decreto correttivo è stato precisato che

“Le prestazioni di attività di volontariato possono essere utilizzate in misura complementare e non sostitutiva rispetto ai parametri di impiego di operatori professionali previsti dalle disposizioni vigenti. Esse non concorrono alla determinazione dei costi di servizio, fatta eccezione per gli oneri connessi all'applicazione del comma 2”

mentre per le cooperative sociali è previsto che solo nella gestione dei servizi socio-sanitari ed educativi

“da effettuarsi in applicazione dei contratti stipulati con amministrazioni pubbliche, le prestazioni dei soci volontari possono essere utilizzate in misura complementare e non sostitutiva rispetto ai parametri di impiego di operatori professionali previsti dalle disposizioni vigenti. Le prestazioni dei soci volontari non concorrono alla determinazione dei costi di servizio, fatta eccezione per gli oneri connessi all'applicazione dei commi 3 e 4”;

6)  operazioni straordinarie: quando coinvolgono cooperative devono essere rispettati i  vincoli del codice civile tesi a garantire che non sia compromessa la specificità della natura cooperativa.

 

Si conclude così un importante tassello della riforma del Terzo settore ma, esattamente, di cosa si tratta? Le imprese sociali cosa sono? Quando una realtà associativa potrebbe essere interessata ad assumere questa veste?

Al tema saranno dedicati i seguenti approfondimenti:

1. Le imprese sociali: breve storia e presentazione dell’istituto

2. Le imprese sociali e il divieto di scopo di lucro

3. Lo statuto dell’impresa sociale

4. Le risorse umane nell’impresa sociale ed il ruolo dei volontari

5. Il bilancio e il bilancio sociale

6. Gli incentivi fiscali all’impresa sociale tra imposte dirette, indirette e incentivi per investitori e donatori

7. Le imprese sociali ed il Registro delle imprese

8. Imprese sociali: i controlli

9. Imprese sociali: trasformazione, fusione, scissione, cessione d'azienda e devoluzione del patrimonio

10. Un caso: l’associazione culturale che diventa impresa sociale

 

Arsea Comunica n. 67 dell'11/8/2018

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